- Sono almeno in tre.
Nascosto nelle tenebre Garkol era quasi invisibile e a Calisperma sembrava di parlare davvero da solo - E una Sacerdotessa. Più... qualcosaltro.
Il suo compagno era appena tornato da un giro di esplorazione e aveva individuato una pattuglia della Casata Barrison DelArmgo a pochi passi dalluscita, mentre preparava lennesima imboscata.
- E il qualcosaltro a preoccuparmi. Potrebbe essere un demone? - Se una Sacerdotessa di alto rango era sulle loro tracce, era probabile che avesse stretto un patto con qualche creatura dellAbisso per garantirsi un facile vittoria.
- Non so. Era grosso. Di questo sono certo - rispose Garkol dubbioso.
- Non credo che tua sorella sarà contenta di sapere che hai avvistato quattro drow e qualcosa di grosso- Ironizzò il mago prima di tornare nelle retrovie ad avvisare gli altri.
- Devessere Sabal! Quella brutta iblith! - inveì Liuba - Ma è quel qualcosaltro a preoccuparmi...
- E quello che ho detto anchio! Se è un demone la nostra fuga è bella che finita...
- Zitto! Mezzasega! - disse lumano in una delle sue consuete esplosioni di rabbia - Li staneremo e gli uccideremo. Come abbiamo fatto con gli altri. Niente può fermare lira del Mietitore!
- Non essere affrettato Abdul - lo interruppe la femmina ritrovando la calma - è la loro ultima possibilità e se conosco bene mia sorella Sabal non accetterà llidea di tornare senza la mia testa.
- E solo un idea da codardi! -replicò.
Per un attimo i due si fissarono e la tensione che irradiava dai loro sguardi era evidente. Calisperma comprendeva che a quel punto le avversioni, fino ad allora sedate, eruttassero, costringendo gli uni contro gli altri, ma non accettava lidea di soccombere proprio ora, a due passi dal traguardo. Non sbranadosi come cani affamati dalle stesso branco.
- Tentiamo una sortita e portiamoci fuori senza affrontarli. - sfogò allimprovviso. Laria gli era uscita dai polmoni prima che potesse rendersi conto di quello che stava dicendo. Cercando di mantenere la calma, adocchiando deciso i suoi compagni.
- Vale a dire? - chiese Liuba incuriosita. Il drow sapeva di essersi esposto avventatamente ma era rincuorato da quella attenzione e subito prosegui.
- Avviciniamoci fingendo di non sapere dellagguato. Appena escono allo scoperto li blocchiamo e ci facciamo strada verso luscita. Uno volta fuori, alla luce, faticheranno a muoversi mentre noi abbiamo Abdul.
- Come pensi di rallentarli?
Era evidente che la sacerdotessa stava mettendo alla prova le sue capacità, ma il maschio era ormai troppo preso dalla sua dimostrazione.
- Ho giusto un incantesimo che può tornarci utile per questo... - Detto questo si rese conto che stava correndo troppo e morse la lingua. Era prioritario che fosse la Sacerdotessa a decidere il piano dazione. I maschi potevano solo influenzarla sottilmente.
Ma fu Abdul a interromperlo.
- Ma è unassurdità - tuonò - non è detto che la tua magia funzioni su di loro! Finiremo nella trappola come si aspettano!
- Se permetti, Abdul, - precisò la Sacerdotessa con sarcasmo, guardandosi attorno nel timore che la discussione avesse allarmato i loro inseguitori.- Calisperma ha affrontato molti più drow di te. Nella sua idea cè del buono. Se con la sua magia riesce a mettere fuori gioco anche solo due di loro, potremo concentrarci facilmente sul resto del gruppo.
- Sabal - Annuì il mago.
- Proprio così. Se ne avrò loccasione farò in modo che non torni mai più a Menzoberranzan.
Quando Calisperma incrociò il suo sguardo riconobbe una determinazione e una voglia di rivalsa che non aveva mai scorto negli occhi di una serva di Lolth. E tremò.
Sentiva il cuore che gli batteva più velocemente nel petto, mentre avanzava con passo deciso nel buio. Non era a causa dello sforzo, bensì per battaglia imminente. Calisperma si era innamorato subito di quella senzazione, di quel fuoco che gli svuotava la mente prima dello scontro, fin dalla prima volta che si era dovuto battere per la vita. Quel fuoco doveva far di lui un sargtlin forte, conteso da qualche casata importante, ma le sue membra deboli gli avevano precluso quella via, così era entrato a Sorcere.
Nella sua mente riaffiorò il ricordo del suo ingresso nella scuola di magia e di quello che era successo il giorno della sua iniziazione.
Un altro brivido, di tipo diverso, gli attraversò la schiena.
Per distrarsi controllò di avere il piccolo grumo di melassa che aveva preparato a portata di mano e ripassò mentalmente lincantesimo ancora una volta. La mano bruciata era ancora malconcia ma almeno la tensione aveva allontanato il dolore.
Come stabilito Abdul e Liuba lo precedevano, mentre Garkol si muoveva nascosto tra le ombre.
Alla fine di quel tunnel scorse qualcosa. Un vago baluginio che si risplendeva tra le pareti di quel buio corridoio. Il mago ipotizzò dovesse essere una luce piuttosto lontana, ma particolarmente forte a provocarlo.
Fu allora che successe. Una altra luminescenza, appena percettibile per un umano ma abbagliante come un faro per le creature del buio profondo, comparve tra le rocce delineando la sagoma di un drow nascosto.
Doveva essere stato Garkol a lanciare quella magia semplice, innata e utilissima per evidenziare il nemico nascosto.
Tre assalitori sbucarono dal buio, appena intuirono di essere stati scoperti, veloci come serpi.
Ma Calisperma era pronto. Recitate poche semplici parole, protese la mano lanciando la piccola briciola di melassa e lincantesimo esplose sui tre malcapitati.
I loro movimenti divennero difficoltosi e rakllentati come se fossero trattenuti da invisibili funi.
Mentre ancora cercavano di capire cosa fosse successo, Garkol piombò sul bersaglio più vicino, colpendolo ad un orecchio con un fendente. La seconda pugnalata, più precisa, lo raggiunse tra il collo e la scapola. Il drow non era ancora caduto al suolo che Garkol laveva già ferito altre tre volte sul torso, e già si stava spostando verso un nuovo bersaglio, rapido e inesorabile.
Più avanti Abdul si era visto tagliare la starda da due assalitori, guarniti di corazze di maglia sulle quali era in bella vista runa che richiamava alla mente unascia.
Per nulla impaurito dai due guerreri DelArmgo, lumano si mise in guardia con la sua scimitarra mentre estraeva dalla cinta il teschio di cristallo. Prima che i due potessero abbozzare un attacco degno di nota, dallartefatto si dipanò una sfera di tenebre che avvolse i tre.
Neanche Calisperma poteva vedere cosa accadeva allinterno di quel buio magico, ma dal clangore delle armi si capiva chiaramnte che Abdul stava vendendo cara la pelle.
Lo testimoniò uno dei due aggressori che cadde fuori dalla sfera con la gola squarciata.
Liuba invece, appena sentito il suo compagno lanciare lincantesimo, aveva iniziato una folle corsa verso luscita, tenendo alta la sua mazza ferrata, pronta a lanciarla contro chiunque le sbarrasse la strada.
Ma le parole di un altro incantatore eccheggiarono nellaria stagna del tunnel.
Una cortina di lame, sospese nel vuoto, vorticanti e ondeggianti, comparve dal nulla sbarrando la strada alla Sacerdotessa, che fece appena in tempo a frenare la sua fuga e non rimanere infilzata.
Oltre quel marasma assordante di metallo affilato, vi era un altro a ostacolo. Liuba non poteva riconoscere il volto della figura che si stagliava contro la luce delluscita, ma non aveva dubbi riguardo la sua identità.
Calisperma fece appena in tempo a sentire le due femmine che iniziavano a lanciare i loro incantesimi prima di accogeresi che qualcosa, appeso al soffitto della caverna, lo minacciava.
Si precipitò su di lui atterrando al suolo rumorosamente e facendo balenare due lame nella sua direzione. Il mago non si fece sorprendere e si tirò indietro evitando una raffica di colpi veloci.
La creatura che ora lo fronteggiava a prima vista sembrava un ragno di grandi proporzioni ma, dove avrebbe dovuto trovarsi la testa, si ergeva invece il torso di un drow.
- Un drider... iblith! - Calisperma poteva solo immaginare lorigine di quellibrido sfortunato. Sapeva solo chi deludeva la Regina Ragno a volte veniva maledetto dalla stessa e trasformato in drider.
Quella che un tempo doveva essere una splendida fanciulla drow ora era davanti a lui col volto deformato dalla rabbia, intrappolata in quel corpo aberrante, con lunico desiderio di uccidere per la sua dea.
- Lolth deve volerci dare una morte esemplare - pensò, fissando il mostro mentre leccava avidamente le lame imbrattandole della sua bava velenosa, prima di rituffarsi allattacco.
Questa volta Calisperma dovette gettarsi a terra per evitare i suoi colpi. Sentì le lame sfiorargli il capo e scalfire con forza la roccia dietro di lui. Ciononostante non perse la concentrazione e tre proiettili luminosi scaturirono dalle sue dita. Ma i dardi esplosero prima di incontrare il bersaglio, annullati dalla resistenza alla magia della cratura.
Il bagliore che si irradiava dalluscita si stava facendo più intenso, come volesse motivare il fuggitivo, ma la lunga fuga senza sosta negli antri del buio profondo, aveva assottigliato il suo repertorio e ora non aveva più incantesimi offensivi per affrontare un nemico come il drider.
Per nulla scoraggiato, Calisperma non esitò a lanciare un altro sortilegio. Arretrò, evitando i furiosi attacchi della creatura mentre estraeva dalla tasca degli ingredienti, una piccola scaglia rossa.
Bastarono poche parole sussurrate al vuoto e dal suo palmo scaturì una vampa infuocata che questa volta investi in pieno il bersaglio.
Il drider si lamentò e la pelle si copri di vesciche, ma lattacco non fermò il suo impeto distruttivo.
Il mago gridò più forte del suo avversario quando la lama lo colse nel fianco con forza, scagliandolo a terra.
Fu il dolore ad offuscargli i sensi per primo. Poi quando il veleno iniziò ad intorpidirgli le membra, pensò fosse questo che la Dea voleva fargli provare. Il terrore della vittima impotente che sta per essere divorata.
Ma nel momento in cui scorse, nel volto ghignante del drider, tronfio della sua nuova preda, il viso di sua madre Dhaunae, Calisperma capì che il castigo che Lolth voleva infliggergli era un altro.
Il cammino per il favore della Regina Ragno era lastricato di sofferenze. Per tuttta la vita aveva dovuto complottare, tradire e ferire altre femmine per ricevere le sue attenzioni. Ma tutto questo riempiva il cuore della drow di sofferenza anzichè di soddisfazione. E, anche ora che aveva abbandonato Lolth per laffetto della Vergine Danzante, doveva uccidere ancora.
Liuba strinse nella mano il piccolo ciondolo. Quel ninnolo argentato laveva tormentata per molte notti con visioni di gioiose danze alla luce della luna, in compaglia dei suoi fratelli elfi di superficie. Visioni svuotate dellodio che dominava la vita dei drow, visioni che alla fine avevano rasserenato la giovane Sacerdotessa a tal punto da rinnegare il suo credo.
La luce in fondo al corridoio si era fatta allargata, dipingendo di giallo le pareti di roccia. Ma con quel chiarore faticava a seguire i movimenti di Sabal, che maliziosamente, la guardava dallaltra parte della barriera di lame, sicura che la fede nella Regina Ragno lavrebbe fatta uscire dallo scontro vincitrice.
Ma nonostante la vista limitata fu rincuorata da questo evento e lo prese come un segno della Vergine Danzante.
A quanto pare, prima di raggiungere il mondo di sopra, Liuba aveva ancora sofferenza da da subire e da infliggere.
Molta.
Le due devote iniziarono a recitare una preghiera allunisono, una dedicata a Lolth, laltra a Eilistrae. Sabal era una sacerdotessa più anziana e poteva accedere ad incantesimi più potenti ma Liuba fu più veloce. Una colonna di fuoco argenteo si abbettè sulla figlia del casato DelArmgo, bruciandola e scagliandola al suolo.
Proprio in quel momento il sole fece la sua comparsa tra le pareti della caverna, alto nel cielo, e la sua luce accecò la femmina già agonizzante.
Liuba riusci a coprirsi gli occhi e, senza esitare si tuffò nel turbinio di lame nella speranza di oltrepassare la barriera.
Due lame lacerarono prima la sua armatura, poi la sua pelle, mentre una terza la ferì ad una guancia, ma riuscì ad atterrare senza troppi danni dallaltra parte.
Sabal cercava di rimettersi in piedi quando si accorse di averla vicino.Si bloccò alzando quello sguardo non più malizioso, ma supplicante.
Forse la sua mano si sarebbe fermata, se solo avesse potuto vedere quel volto.
Liuba non sentì la sua mazza fracassare il cranio della rivale, ne il clangore della barriera che cessava e le grida della battaglia dietro di lei.
La luce aveva reso tutto indistinto, ovattato.
Rapita da quello spettacolare mondo bianco non si accorse del drider, almeno fino a quando le sue lame non le trapassarono il petto. Accasciandosi al suolo strinse un ultima volta lamuleto argentato.
La luce si riversò nella caverna come un denso fluido bianco. Lunca area di buio che permaneva era la sfera di oscurità di Abdul, nella quale si continuava a combattere furiosamente.
Garkol, stringendo i denti per i numerosi tagli che si era procurato, era impeganto a battersi con il suo avversario e non sembrava essersi accorto di quello che era successo alla sorella.
Solo Calisperma, riverso al suolo, semiaccecato dalla luce e dal dolore vide il drider gettarsi su Liuba.
Raccolse le poche forze rimaste cercò di rialzarsi, con le gambe, quasi insensibili, che gli tremavano febbrilmente. Sentì qualcosa tintinnare. La sacca con la taglia su Abdul era stata squarciata e il suo contenuto metallico aveva attutito il colpo, altrimenti fatale.
Stordito dal veleno, il mago si concentrò, approfittando del fatto che nessuno badava a lui per colpire di nuovo. Richiamò alla mente un incantesimo che conosceva meglio, lincantesimo del fulmine, e lo sostituì ad un altro preparato quel giorno.
Il mostro doveva alverlo sentito salmodiare, visto che lasciò cadere il corpo della Sacerdotessa e si girò verso di lui.
- Perdonami madre - disse a denti stretti terminando lincantesimo - ma ora sarò davvero insolente!
Dalla bacchetta di vetro che teneva in mano scaturì un fulmine e un boato riempì la caverna.
La creatura, investita in pieno volto, terminò la sua carica al suolo, in preda a spasmi terribili che sembravano spezzargli le membra.
Un forte odore di bruciato e ozono colmò laria mentre il drider smetteva di respirare, raccogliendo le otto zampe chitinose verso il ventre, come i ragni morti. O che fingono di esserlo.
Calisperma si fermò ad osservare quel volto, ora non più turbato dal rancore, addolcirsi, mentre Sembrava fissarlo e per un attimo gli sembrò di tornare a casa, a Menzoberranzan, quando sua madre lo guardava con quello sguardo non riusciva decifrare. Come un quadro al quale mancava un colore.
Un rumore alle sue spalle lo riportò alla realtà.
- Che succede Calisperma? Hai paura che non sia abbastanza morto?
La lama dosso di Abdul piombò sul corpo del mostro, decapitandolo. Il volto che il drow stava fissando rotolò qualche metro più in là.
- No Abdul. Tu hai paura. Io gioisco perchè ho appena superato la Prova.
- Una debole. Come ti avevo detto. - Le parole di Abdul erano fredde e distaccate.
Liuba giaceva al suolo, immobile, con lo sguardo ancora estasiato. Una pozza di liquido vermiglio andava coagolandosi sotto lo sguardo dei tre maschi.
Garkol era incredulo ma non addolorato. Come se la sorella rappresentasse un mito da eguagliare, ora crollato miseramente, piuttosto che un parente stretto.
- Ha qualcosa in mano - disse Calisperma.
Lumano si chinò. Impiegò qualche secondo per aprire la gelida stretta della Sacerdotessa.
Quando il palmo, più chiaro rispetto al resto della pelle, si aprì, liberò un piccolo talismano raffigurante una femmina nuda che si crogiolava sotto la Luna, reggendo una grossa spada tra le mani.
- Che diamine è? - Chiese Abdul.
- Non lo so - disse il mago prendendola tra le mani come fosse una preziosa reliquia - dopo che lavrò studiata ti saprò dire di più.
Calisperma si accorse che lelfa nera raffigurata nel pendaglio, aveva qualcosa di familiare nellespressione che esibiva, esposta allintensa luce del sole.
Lo fissò mentre si dirigeva verso luscita di quella triste caverna.
- Calisperma... dove vai? - Chiese laltro drow distogliendo lo sguardo dal compagno per leccessiva luce.
Ma il mago continuò il suo cammino, lasciandosi abbracciare dal chiarore e da quel colore che non aveva mai visto.














Comments
anche se dopo gli avvenimenti di ieri non è che abbia una grande opinione di Calisperma... XD
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"We all eat an handful of dirt before we die, Annie. Who cares if it tastes like cherries?" - Kat, Gunnerkrigg Court
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Sorry for my awful english.
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My avatar is made by ~CreepyShow
Comunque non mi meraviglio. Il mio mago drow preferito non ha mai riscosso molti consensi tra le ragazze...
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Il libero arbitrio non è un dono. E' una dote che va esercitata ogni giorno.
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"We all eat an handful of dirt before we die, Annie. Who cares if it tastes like cherries?" - Kat, Gunnerkrigg Court
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Sorry for my awful english.
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My avatar is made by ~CreepyShow
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Il libero arbitrio non è un dono. E' una dote che va esercitata ogni giorno.
l'ho letto tutto d'un fiato!
il finale mi è piaciuto molto!
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Il libero arbitrio non è un dono. E' una dote che va esercitata ogni giorno.
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